Bio

Ha conseguito la laurea in Fisioterapia presso la Scuola per fisioterapisti dell’UniversitĂ  di Bologna, con la tesi “Osteoporosis School: studio clinico sperimentale” sulla prevenzione delle fratture da osteoporosi post-menopausale e senile presso l’Ospedale ortopedico Rizzoli.


Si è specializzata in Rieducazione Posturale Globale (metodo Souchard), Facilitazioni
Propriocettive Neuro-muscolari (metodo Knott), massaggio mio-fasciale Travell-Simmons e terapia manuale concetto Maitland, tecniche che utilizza in modo sinergico sia in campo ortopedico che neurologico. Ha studiato e lavorato presso strutture riabilitative sia in Italia che all’estero (Germania, Svizzera, Norvegia) acquisendo un’esperienza lavorativa e umana ricca e stimolante.


Associa la sua competenza manuale alla trasmissione di esercizi terapeutici e accorgimenti ergonomici che diventano per il paziente bagaglio personale nella pratica quotidiana. Motivare il paziente a prendersi carico della propria guarigione è fondamentale nel concetto di “scuola” (back school, osteoporosis school) che contraddistingue sia il trattamento one to one che il lavoro in piccoli gruppi, a cui si è appassionata fin dall’inizio della propria carriera e che considera fondamentale per il mantenimento del risultato terapeutico.


Le patologie ortopediche che tratta con soddisfazione sono quelle di tipo posturale (vizi posturali del bambino e adolescente, dell’adulto con attenzione all’ergonomia sul posto di lavoro) e degenerativo-reumatiche (artrosi, osteoporosi).


In campo neurologico ha sviluppato un interesse particolare per il paziente affetto da Sclerosi multipla e Malattia di Parkinson, curando fra l’altro la riabilitazione in gruppi presso il Centro per Gravi Saragozza-Porto per conto della Cooperativa Axia.

 

“Credo nel valore dell’empatia, il tentativo costante di comprendere il paziente, non solo a livello fisico ma anche emotivo. Mi piace l’idea di ‘alleanza terapeutica’, quel rapporto di fiducia e di collaborazione necessari per il successo del trattamento. L’approccio empatico permette al paziente di sentirsi compreso e motivato a partecipare concretamente al proprio percorso di guarigione, affrontando l’ansia legata alla sua condizione e l’impatto del dolore, un’esperienza soggettiva e non solo un dato oggettivo da misurare.”

Studi accademici

UniversitĂ  degli studi di Bologna.

Informazioni

Specializzata in Rieducazione Posturale Globale (metodo Souchard), Facilitazioni Propriocettive Neuro-muscolari (metodo Knott), massaggio mio-fasciale Travell-Simmons e terapia manuale concetto Maitland

Esperienze lavorative

Esperienze di studio e di lavoro presso strutture riabilitative sia in Italia che all'estero (Germania, Svizzera, Norvegia).